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COME SERVIRE IL SACERDOTE

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  • RITI D'INTRODUZIONE
  • CONSACRAZOPNE
  • COMUNIONE
Giunti all'altare i ministranti si dividono, metà a destra e metà a sinistra, lasciando lo spazio al centro per il celebrante, poi si fa insieme la genuflessione. Il celebrante sale l'altare e lo bacia, i ministranti restano a lato in piedi.
Se c'è l'usanza il ministrante di destra porta il campanello e lo posa a terra; lo suona quando il celebrante stende le mani sul calice e alla presentazione al popolo dell'ostia consacrata e del calice
Quando si recita l'Agnello di Dio, si posa il campanello e si prende il piattello della comunione, un ministrante sorregge il piattello al popolo.
Poi il ministrante di destra prende con la mano destra l'ampolla dell'acqua e quando il celebrante avvicina il calice, versa dell'acqua in esso; indi rimette le ampolle a posto.

 

 

 

ATTEGGIAMENTI E GESTI LITURGICI

  • STARE IN PIEDI
  • STARE SEDUTI
  • BATTERSI IL PETTO
  • MANI GIUTE
  • SEGNO DELLA CROCE
  • STARE IN GINOCCHIO
  • STARE INCHINATI
  • MANI ALZATE E TESE
  • IMPOSIZIONE MANI
  • BACIO DELL'ALTARE
  • GESTO DI PACE
Innansitutto è segno di rispetto: ci si alza davanti ad una persona che si vuole onorare; per questo l'assemblea deve essere in piedi all'ingresso e all'uscita del celebrante, e durante la proclamazione del Vangelo. E' inoltre l'espressione della libertà dei figli di Dio: Cristo ci ha rialzati (Lc. 22,28), e con la sua grazia ci ha liberati dal peccato e dalla morte.
E' l'atteggiamento normale di chi insegna, e del capo che presiede, ma è anche l'atteggiamento di chi ascolta, e in genere i fedeli stanno seduti per ascoltare tutte le letture (eccetto il vangelo) e la predicazione.
E' segno di pentimento e di umiltà.
Gesto frequente nella preghiera privata e anche nelle celebrazioni liturgiche, come atteggiamento di raccoglimento.
Con questo gesto si apre solennemente la celebrazione della Messa. Il gesto significa professione di fede nel potere della Passione di Cristo risorto.Le parole che l'accompagnano sono un atto di fede nelle tre Persone della Santissima Trinità. Esso è inoltre un efficace ricordo del battesimo, amministrato con l'invocazione delle tre Persone divine, e della dignità che esso conferisce.
Espressione di umiltà davanti a Dio. E' anche l'atteggiamento della preghiera individuale: ci si mette in ginocchio per meditare in silenzio una lettura. Essere in ginocchio è anche segno di adorazione.
Piegare il capo e le spalle è segno di venerazione e di rispetto. L'inchino è il gesto normale dell'assemblea mentre il celebrante implora su di essa la benedizione di Dio.
Gesto riservato al celebrante, indica supplica, attesa di una grazia, offerta.
E' un gesto biblico, di grande importanza, perchè direttamente collegato con la celebrazione dei sacramenti. Può significare anche consacrazione a Dio di una persona o cosa.
E' il bacio sul mezzo della mensa dell'altare come segno di rispetto.
E' in segno di saluto e di comunione fraterna, fondato in Cristo.

 

 

 

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LA SANTA MESSA

E' il sacrificio eucaristico del corpo e sangue del Signore, memoriale della sua morte e risurrezione, sacramento di amore, segno di unità, convito pasquale.

  • RITI INTRODUTTIVI
  • LITURGIA DELLA PAROLA
  • LITURGIA EUCARISTICA
  • RITI DI CONCLUSIONE
Sono chiamati così gli elementi della celebrazione che precedono la liturgia della parola. Lo scopo di questi riti "è di fare in modo che i fedeli, radunandosi insieme formino comunità e si dispongano ad ascoltare convenientemente la parola di Dio ed a celebrare degnamente l'Eucaristia".
Conclusi i riti introduttivi può avere inizio la prima grande parte della Messa: la liturgia della parola. Essa è la proclamazione della parola di Dio. La proclamazione della parola di Dio si chiama "liturgia della parola" perchè è Dio stesso che attraverso la Chiesa anche oggi fa sentire la sua parola viva alla famiglia dei fedeli. La proclamazione del Vangelo costituisce il momento culminante e più solenne della liturgia della parola.
Nella liturgia eucaristica "il sacerdote, che rappresenta Cristo Signore, compie ciò che il Signore stesso fece nell'ultima cena e affidò ai discepoli perchè lo facessero in memoria di Lui". Essa consta di tre ben determinate sezioni: la preparazione dei doni, la preghiera eucaristica, la comunione.

I riti conclusivi della celebrazione sono principalmente tre: comunicazioni al popolo, saluto e benedizione. Molto semplice il succedersi degli ultimi due riti conclusivi: al saluto del popolo segue la benedizione.

All'orazione finale del celebrante i ministranti si alzano e restano in piedi a lato del celebrante, fanno il segno della croce alla benedizione e poi, fatto l'inchino all'altare, ritornano in ordine in sacrestia.

 

 
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