Aggiornamento Orario Sante Messe e Atto di Affidamento alla Madonna di PortoSalvo

 
     
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CENTENARIO INCORONAZIONE

DI

MARIA SS. DI PORTO SALVO - PARGHELIA VV


il Centenario dall’Incoronazione di Maria Santissima di Portosalvo.

Nella Seconda domenica di agosto 2019 - si celebra il Centenario dall’Incoronazione di Maria Santissima di Portosalvo. Riportiamo di seguito uno scritto, sintesi di uno studio condotto dal prof. Luciano Meligrana, che spiega l’origine del culto e la concessione della festa da parte della Sacra Romana Congregazione dei Riti:

Il culto della Madonna di Portosalvo è connesso, come suggerisce lo stesso titolo, con la tradizione marinara degli abitanti di Parghelia, che affidavano alla protezione della Vergine la propria sicurezza sui mari, come si legge in molti documenti di archivio e come ancora oggi testimoniano i numerosi ex voto che si possono ammirare nella sacrestia della Chiesa.

Al mare ci riporta anche la leggenda relativa all’arrivo dell’Immagine a Parghelia: la stessa nave che, giunta di fronte a Tropea, “trattenuta da una forza invisibile”, non potè proseguire il suo viaggio, se non dopo aver consegnato alla città il quadro della Madonna di Romania, si fermò nuovamente “in modo misterioso, dopo pochi minuti, davanti a Parghelia, presso uno scoglio che anche oggi è chiamato ‘lo scoglio della Madonna’. Lasciato il secondo quadro, quello della Madonna di Portosalvo, al lido di Parghelia, la nave proseguì il suo corso”.

Tale leggenda, che testimonia, comunque, al di là della sua attendibilità, l’antichità del culto e la profonda devozione delle popolazioni locali, è simile a molte altre pie tradizioni, diffuse in Calabria e altrove, che tendono a dare uno stabile fondamento alla rassicurante convinzione che la Vergine abbia eletto un particolare territorio cui destinare la sua materna protezione. La Chiesa, comunque, nelle lezioni storiche dell’Ufficio della Madonna di Romania, la cui storia si vuole identica con quella della Vergine di Porto Salvo, ha approvato queste parole “de modo quo haec Imago ad Tropeae litus pervenerit, non parum ambigitur (sulla maniera in cui quest’immagine giunse al lido di Tropea vi sono non pochi dubbi)” e tale espressione si può, per analogia, applicare anche all’immagine venerata a Parghelia. Un’ipotesi abbastanza probabile, anche se non ancora dimostrata, è quella secondo la quale l’effigie della Madonna di Portosalvo sarebbe giunta a Parghelia portata dai Monaci Basiliani, storicamente impegnati a diffondere, dopo il Concilio di Efeso, il culto della Madre di Dio e incaricati anche della custodia delle sue immagini. Sappiamo, poi, che l’ordine fondato da San Basilio si diffuse in maniera straordinaria fin dal IV secolo in Calabria, nella quale, intorno al X secolo, si potevano contare circa quattrocento conventi di Basiliani. Che i padri Basiliani siano venuti in Calabria e vi abbiano portato delle SS. Immagini sottratte al furore degli Eretici d’Oriente, ormai non può mettersi in dubbio, come è anche storicamente accertato che esistevano conventi basiliani nel territorio di Tropea: San Pietro in Menna, Sant’Isidoro, Sant’Angelo, San Sergio (passato, poi, ai frati minori, con il consenso del Pontefice Martino V).

Notizie tratte dalla tesi di prof. Guido Mazzitelli

I Basiliani avevano costruito tra Drapia e Alafito un convento, sotto il titolo di S. Sergio. Anche questo fu distrutto da un'alluvione. Parghelia <<paralia>> non esisteva come paese, era solamente un agglomerato di casupole per pescatori dove i Monaci Basiliani avevano costruito l'unica chiesa: quella del convento dei monaci Basiliani, S. Pietro in Menna. Tale agglomerato di casupole si trasformò in paese popoloso nel 1541, quando gli ebrei tropeani, convertiti al cristianesimo, ivi si trasferirono in massa.

Sempre il prof. Meligrana spiega: Il titolo di ‘Portosalvo’ risale, in Parghelia, almeno al 1585, anno in cui Sisto V concesse l’indulgenza plenaria in articulo mortis ai membri di una confraternita e ai comuni fedeli, che, in giorni particolari, a particolari condizioni e dopo aver compiuto opere di misericordia, di pietà e di carità avessero visitato la Chiesa della Beata Maria nel casale di Parghelia.
In seguito, tenuta presente questa antichità di culto, la Sacra Romana Congregazione dei Riti, con rescritto del 24 gennaio 1917, concesse che la festa in onore della Madonna di Portosalvo si celebrasse con rito doppio di prima classe e l’ottava comune il sabato precedente la seconda domenica di agosto.
Un decreto del Capitolo Vaticano del 10 agosto del 1919 incoronava poi di corona d’oro l’immagine di Maria Santissima di Portosalvo venerata in Parghelia.

La Chiesa.

La Chiesa di Santa Maria di Portosalvo in Parghelia fu eretta nel 1745. Essa è adorna all’interno di pregevoli dipinti di scuola napoletana: da notare, in particolare, la Deposizione, sull’altare della Madonna dei Sette Dolori, l’Annunciazione e la Sacra Famiglia sulle pareti ai lati del Sancta Sanctorum, databili tutti intorno al 1757. Il dipinto venerato sull’altare maggiore raffigura la Vergine di Portosalvo ed è stato nei secoli e continua ad essere ancora oggi oggetto di particolare venerazione da parte non solo di tutti i pargheliesi, ma anche degli abitanti dei paesi del circondario. La leggenda lo vuole portato a Parghelia dall’Oriente, ai tempi di Leone Isaurico e della persecuzione iconoclastica, nel medesimo giorno in cui la tradizione afferma essere stata concessa dalla Divina Provvidenza a Tropea l’Immagine di Maria SS. della Romania; si tratta, invece, in effetti di una tela del periodo compreso tra il XVII e XVIII secolo, anche se alcuni tratti del volto della Vergine sembrano essere forse più antichi. La balaustra e l’altare in marmo policromo risalgono alla stessa epoca. Il campanile fu completato nel 1775. La facciata del tempio costituisce uno dei più antichi esempi di architettura neoclassica del Meridione d’Italia.


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