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Preghiera per la benedizione della famiglia e della casa

 

O Signore, Dio onnipotente, che sei presente in ogni luogo
e ami ogni persona,
benedici questa famiglia e la casa dove essa vive.
Dona a chi abita qui la fede e la salute.
Fa’ che non manchi il lavoro o il necessario
per una vita dignitosa.
Rendi questi tuoi figli forti nella fatica, pazienti nella prova,
e sempre aperti alla speranza.
Non permettere che la solitudine, la malattia e la disperazione
facciano dimenticare la tua presenza di Padre.

Questa benedizione
scenda su questa casa
e vi rimanga per sempre
nel nome del Padre
del Figlio
e dello Spirito Santo . Amen

 

                                                  l’arc. don Giuseppe Florio

BEATITUDINI CATECHISTI

BEATI gli educatori  POVERI DI  SPIRITO,  quelli che per educare alla fede i ragazzi tirano fuori e spendono tutto ciò che Dio ha dato loro:  tempo,  capacità, energia, fantasia, tenacia.

 

BEATI gli educatori  AFFLITTI  quelli che nonostante i rospi da ingoiare  e difficoltà da superare, non si danno mai per vinti.

 

BEATI gli educatori   MITI, quelli che evitano la tentazione  delle scorciatoie, delle minacce, dei ricatti e camminano sulle strade del  convincere, spiegare, rispiegare, dialogare,  pazientare, testimoniare.

 

BEATI gli educatori   AFFAMATI E ASSETATI  DI GIUSTIZIA, quelli che non accettano  passivamente la proposta di una catechesi che non esiste  più per  una società che oggi non esiste più, ma lottano per un’educazione alla fede adeguata ai ragazzi  di oggi.

 

BEATI gli educatori   MISERICORDIOSI, quelli che capendo le difficoltà dei bambini e dei ragazzi, nonché delle loro famiglie, non sbraitano, non sentenziano, non condannano, ma ricercano soluzioni serene e equilibrate.

 

BEATI gli educatori   OPERATORI DI PACE, attenzione non i pacifisti, quelli che anche se i ragazzi non si interessano e stanno lì solo per arrivare alla Cresima  per poi andarsene il più lontano possibile, non continuano con le solite le pappe cucinate alla stessa maniera.

 

BEATI  quelli che CERCANO LA PACE  quella di Gesù, la pace che nasce dalla sua spada e dal suo fuoco  contro tutto ciò che può danneggiare un sereno cammino dei bambini e dei ragazzi   verso la fede.

 

BEATI gli educatori  PERSEGUITATI PER CAUSA DELLA FEDE,   perseguitati dal tempo che non basta mai, da tanti impegni  nel lavoro e la famiglia, dai locali non adeguati, dai mezzi tecnici inesistenti,  da quei bambini che se non ci fossero sarebbe meglio e invece ci sono sempre e non fanno combinare niente,  dai colleghi che non si pongono tanti problemi e si accontento del solito tran-tran, dalla tentazione di lasciare ma che ricominciano sempre.

 

BEATI GLI EDUCATORI COSÌ, avranno un posto bellissimo in cielo e una gioia in più,  particolarissima ed esclusiva : quella di incontrare lassù qualcuno che sta lì perché, anche grazie al loro servizio,  ha scoperto la grazia e la strada per arrivarci.

PADRE NOSTRO

Non dire  PADRE             se ogni giorno non ti comporti come figlio.

Non dire  NOSTRO           se vivi isolato nel tuo egoismo.

Non dire CHE SEI NEI CIELI,   se pensi solo alle cose terrene.

Non dire SIA SANTIFICATO IL TUO NOME se non lo onori.

Non dire  VENGA IL TUO REGNO      se lo confondi con un risultato materiale.


Non dire  SIA FATTA LA TUA VOLONTA'           se non la accetti  quando  è dolorosa.


Non dire  IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO         se non ti preoccupi  della   gente che ha  fame.


Non dire  PERDONA I NOSTRI DEBITI            se conservi rancori verso  il tuo fratello.

Non dire   LIBERACI DAL MALE                   se non prendi posizioni contro al male.

Non dire  AMEN    se non hai capito o non hai preso sul serio la Parola del  Padre Nostro.

Amore non è ……amare è.

L'amore non è l'emozione di fronte a un cuore che batte per te più di quanto non batta per al­tri, né quella meraviglia d'essere scelto, eletto, senza un motivo ai tuoi occhi che valga questa follia, perché un cuore può un giorno turbarsi per un altro, e lasciarti sanguinante, in lacrime, senza che il tuo amore muoia.
L'amore non è voglia di catturare, di afferrare l'oggetto del tuo desiderio, sia esso cuore, cor­po, mente o tutti e tre insieme, perché l'altro non è oggetto e se lo prendi per te, lo mangi e lo di­struggi, è te che ami credendo di amare l'altro.
Folgorazione e seduzione, fame e fremiti, emo­zione e sgorgare di desideri, tutto ciò è bello e necessario nell'uomo, nella donna, ma soltanto per aiutare ad amare chi accetta di amare.
È la porta socchiusa e le finestre spalancate, è il vento che entra a folate, è il richiamo del lar­go e il murmure di Dio che invitano ad uscire dalla casa sbarrata per andare verso un altro che hai scelto per colmare la tua vita, perché lo ami e lo vuoi amare.

Amare, infatti, mio caro:
È volere l'altro libero, e non sedurlo, e liberarlo dai suoi lacci se ne rimane prigioniero, perché anche lui possa dire: ti amo, senza esservi spinto dai suoi desideri non domati.
Amare è entrare in casa dell'altro, se egli ti apre le porte del suo giardino segreto, ben oltre quei giri di ronda, quei fiori e frutti colti nei prati, là dove meravigliandoti potrai mormorare:  sei tu il mio amato e sei il mio unico.
Amare è con tutte le forze volere il bene dell'al­tro, anche prima del tuo, e fare di tutto perché l'amato cresca, e poi sbocci e fiorisca, diventan­do ogni giorno l'uomo che deve essere e non quello che tu vuoi modellare sull'immagine dei tuoi sogni.
Amare è dare il tuo corpo, e non prendere il suo, ma accogliere il suo quando si offre per essere condiviso, ed è raccoglierti, arricchirti, per of­frire all'amato più che mille carezze e folli ab­bracci, la tua vita intera raccolta nelle braccia del tuo io.
Amare è offrirti all'altro, anche se questi ad un certo momento si rifiuta, è dare senza tenere il conto di quello che l'altro ti dà, pagando il prez­zo alto senza mai reclamare il resto, ed è, su­premo amore, per-donare, quando l'amato pur­troppo si sottrae, tentando di consegnare ad al­tri ciò che ti aveva promesso.
Amare è preparare la tavola e rifornirla per farvi sedere il tuo ospite, ma senza mai crederti suffi­ciente, per fare a meno di lui, perché, privo del cibo che egli ti reca, al tuo pranzo di festa non offriresti che il pane nero dei poveri e non un banchetto regale.
Amare è credere nell'altro e dargli fiducia, cre­dere nelle sue forze nascoste, nella vita che ha in sé, e quali che siano le pietre da togliere per appianare la strada, è decidere da uomo ragio­nevole di avviarsi coraggiosamente per il viag­gio del tempo, non per cento giorni, per mille, e neppure per diecimila, ma per un pellegrinag­gio che non finirà, perché è un pellegrinaggio che durerà SEMPRE.
Amare, devo dirlo per purificare i tuoi sogni, è accettare di soffrire, di morire a se stessi per vi­vere e far vivere, perché: chi può dimenticarsi per un altro senza soffrire? e chi può rinunciare a vivere per se stesso senza che muoia qualcosa di lui?
Amare, infine, è tutto questo e molte altre cose ancora, perché amare è aprirsi all'AMORE infi­nito, è lasciarsi amare, e, permeabili a questo AMORE che viene senza mai mancare, è, su­blime Avventura!,   permettere a Dio di amare quello che, liberamente, decidi di amare.

         (M. Quoist, Parlami d'amore, SEI, Torino 1987, pp. 104-106)

 

 

PREGHIERA DELLA TERZA ETÀ
Signore, insegnami ad invecchiare!
Convincimi che la Comunità non compie alcun torto verso di me, se mi va esonerando da responsabilità, se non mi chiede più pareri, se ha indicato altri a subentrare al mio posto.

  Togli da me l'orgoglio dell'esperienza fatta, e il senso della mia indispensabilità.
Che io colga - in questo graduale distacco dalle cose -  unicamente la legge del tempo, e avverta , in questo avvicendamento di compiti, una delle espressioni più interessanti della vita che si rinnovi sotto l'impulso della tua provvidenza

Fa', o Signore, che io riesca ancora utile al mondo contribuendo con l'ottimismo e con la preghiera alla gioia e al coraggio di chi  è di turno  nelle responsabilità,  vivendo  uno  stile  di contatto umile e sereno con il mondo in trasformazione, senza rimpianti sul passato facendo delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale.

Fa’, o Signore, che  mia uscita dal campo d’azione sia semplice naturale, come un felice tramonto di sole.

Perdona se solo oggi, nella tranquillità, riesco a capire quanto tu mi abbia amato e soccorso.
Che almeno ora io abbia viva e penetrante la percezione del  destino di gioia, che mi hai preparato e verso il quale mi hai incamminato dal primo giorno di vita.

              Signore insegnami ad invecchiare così!

 

 

 

 

 

Inno alla vita
(Madre Teresa di Calcutta)
La vita  è amore,             godine.
La vita è un mistero,      scoprilo.
La vita è promessa,      adempila.
La vita è tristezza,        superala.
La vita è un inno,            cantalo.
La vita è una lotta,            vivila.
La vita è una gioia,         gustala.
La vita è un gioco,            giocala.
La vita è un dovere,         compilo.
La vita è un'avventura, rischiala.
La vita è felicità,            meritala.
La vita è vita,                difendila.
La vita è una croce,   abbracciala.
La vita è bellezza,             ammirala.
La vita è beatitudine,      assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida,          affrontala.
La vita è preziosa,           conservala.
La vita è una ricchezza,  conservala.
L a vita è un'opportunità, coglila.

 

 

 

PREZIOSITA' DEL SILENZIO

 Il silenzio è mitezza: quando non rispondi alle offese
quando non reclami i tuoi diritti
quando lasci a Dio la difesa del tuo cuore.
Il silenzio è isericordia  quando non riveli le colpe dei fratelli  
quando perdoni senza indagare nel passato
quando non condanni, ma intercedi nell'intimo.
Il silenzio è  pazienza:  quando soffri senza lamentarti
quando non cerchi consolazione dagli  uomini
quando non intervieni, ma attendi
che il seme germogli lentamente.
 Il silenzio è     umiltà : quando taci per lasciare emergere i fratelli
quando celi con riserbo i doni di Dio
quando lasci che il tuo agire sia interpretato  male
quando lasci agli altri la gloria dell'impresa
 Il silenzio è  fede : quando taci  perché è Lui che agisce
quando rinunci ai suoni, alle voci del mondo per stare alla Sua presenza
quando non cerchi comprensione perché  ti  basta essere conosciuto da Lui
  Il silenzio è adorazione  quando abbracci la Croce senza chiedere :                                   PERCHE' ?

 

       

 

 

 

 

       

 

         

 

     

IL DECALOGO DELLA DOMENICA

 

IO SONO IL GIORNO DEL SIGNORE.  IO SONO IL SIGNORE DEI GIORNI.

1. NON AVRAI ALTRI GIORNI UGUALI A ME.
Non fare i giorni tutti uguali.  La Domenica, sia per te, fratello o sorella cristiana, il giorno libero di tutto per diventare il giorno libero per tutti.

2. NON TRASCORRERE LA DOMENICA INVANO drogandoti di televisione, alienandoti nell'evasione, caricandoti di alta tensione.

3. RICORDATI DI NON DISERTARE MAI L'ASSEMBLEA EUCARISTICA.

4. ONORA TU, PADRE, E TU, MADRE, QUESTO GIORNO CON I TUOI FIGLI !
Non imporlo mai, neanche ai minori: non farlo diventare un precetto odioso. Contagia loro la tua gioia di andare a Messa puntuale: questo vale molto più di ogni predica.

5. NON AMMAZZARE LA DOMENICA CON IL LAVORO,
soprattutto se remunerativo. Non svenderla per trenta denari.

6. CONSIDERA LA DOMENICA COME HA DETTO IL PAPA, IL MOMENTO D'INTIMITÀ FRA CRISTO, LO SPOSO, E LA CHIESA SUA SPOSA.

7. NON RUBARE LA DOMENICA A NESSUNO ...  e non fartela rubare da niente e da nessuno  (né dal denaro,né dal culturismo, né dal lavoro...)

8. NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA CONTRO IL GIORNO DEL SIGNORE.
Non vergognarti di dire ai tuoi amici non credenti che tu non puoi andare da loro in campagna o con loro allo stadio perché non puoi rinunciare alla Messa. Altrimenti c'è qualcosa d'immaturo nella tua pratica, qualcosa di clandestino nella tua anima.

9. NON DESIDERARE la Domenica dei ricchi, dei gaudenti, dei bontemponi. Desidera la Domenica degli ultimi, con i poveri, per Dio e per gli altri.

10. NON ANDARE A MESSA PERCHÉ È FESTA, ma fa’ festa perché vai a Messa.
SIA BELLA LA TUA DOMENICA !

                                                                      Francesco Lambiasi, vescovo.

                   

Beato chi prega
                                                  
Beato chi prega per aprire il cuore a Dio e lasciarsi invadere dalla sua presenza.

Beato chi prega per inventare il corso della vita e sentire
qualcuno che cammina al suo fianco.

Beato chi prega  per piangere e cantare, per lamentarsi e
danzare, per mormorare e lodare.

Beato chi prega  meditando la Parola per fare le proprie
scelte illuminato da Dio.

Beato chi prega  con lo sguardo aperto sul mondo, sui vicini
e sui lontani,  sugli amici e sui nemici.

Beato chi prega  chi prega in solitudine e in silenzio per
mettere tutto il proprio essere in sintonia con Dio.

Beato chi prega  con gli altri perché dove due o tre sono
riuniti nel nome di Dio, Egli è presente.

Beato chi prega  chi prega seguendo i riti della comunità
cristiana, perché la preghiera liturgica è il più grande
atto di lode a Dio e di comunione con i fratelli.

Beato chi prega  senza stancarsi anche quando Dio sembra
non dare risposta, perché la sua richiesta non andrà
perduta.

Beato chi, non riuscendo a pregare, si affida allo Spirito che
implorerà per lui ciò che egli non sa domandare.

 

 

Beatitudini per il nostro tempo

Beati quelli che sanno ridere di se stessi:
non finiranno mai di divertirsi

Beati quelli che sanno distinguere un ciottolo da una  
montagna:  eviteranno tanti fastidi

Beati quelli che sanno ascoltare e tacere:
impareranno molte cose nuove

Beati quelli che sono attenti alle richieste degli altri:
saranno dispensatori di gioia

Beati sarete voi se saprete guardare con attenzione le
cose piccole e serenamente quelle importanti:
andrete lontano nella vita

Beati voi se saprete apprezzare un sorriso e dimenticare
uno  sgarbo:   il vostro cammino sarà sempre pieno di sole

Beati voi se saprete interpretare con benevolenza gli
atteggiamenti degli altri anche contro le apparenze:
sarete  giudicati ingenui,  ma questo è il prezzo dell'amore

Beati quelli che pensano prima di agire e che pregano prima
di pensare:   eviteranno tante stupidaggini.

Beati soprattutto voi che sapete riconoscere
il  Signore in  tutti coloro che incontrate:
avete trovato la vera luce e la vera pace

 

Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo 89861, Parghelia (VV). Tel. e fax (+39) 0963 600316. e-mail: donflorio08@gmail.com